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Alexis Tsipras firma la carica presidenziale
Credits: Aris Messinis, AFP
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Il neo primo ministro greco Alexis Tsipras,
il 13 gennaio, ovvero circa due settimane prima delle elezioni
che lo avrebbero portato alla guida del paese,
ha scritto una "Lettera aperta ai cittadini tedeschi",
pubblicata sull'Handelsblatt,
un importante periodico economico tedesco
di impostazione liberale e con una tiratura di circa 200.000 copie.
Questo abbastanza sorprendentemente si sottrae in qualche modo al suo ruolo giornalistico
e alla possibilita` di essere luogo di dibattito pubblico,
chiedento 0,49 Euro per la visualizzazione online dell'articolo.
E` comunque possibile reperirla altrove, e si trovano
anche versioni in inglese, francese, spagnolo,
ma tuttora al meglio delle mie conoscenze non in italiano.
Vado quindi a pubblicare qui una traduzione.
Oltre che essere stato un interessante esercizio di
interpolazione se non di mediazione linguistica,
mi sembra uno strumento molto utile per comprendere qualcosa
di quello che sta succedendo al fondo del Mediterraneo,
e con conseguenze per l'Europa tutta.
Serve per andare oltre alla rappresentazione mediatica che ne viene prevalentemente fatta,
come minimo superficiale, semplicistica, accomodante,
quando non denigratoria, ai limiti del grottesco,
se non deliberatamnete in cattiva fede,
tesa a rendere indiscutibile e ineluttabile
una formulazione puramente ultra-liberale della crisi
e idem un approccio alla sua supposta soluzione.
Come a permettersi di dimenticarsi che
dietro c'e` una classe politica sicuramete impreparata,
mai rinnovatasi dopo una dittatura finita troppo tardi,
una oligarchia corrotta in fuga dalle sue responsabilita`,
dei soccorritori internazionali con una visione parziale e miope,
e soprattutto una popolazione che ne sta soffrendo pesantemente le conseguenze.
E` uno scritto molto lucido, pulito, chiaro,
dritto al punto anche se sufficientemente articolato,
sicuramente non emotivo, ma incline ad un ragionamento pacato,
in linea con le aspettative almeno formali di chi l'avrebbe letto,
non un discorso da campagna elettorale
ma con l'obiettivo di legittimarsi tra i leader europei.
Cari lettori di Handelsblatt,
So a priori che la maggior parte di voi avra` probabilmente
un'opinione gia` formata sul contenuto di questa
lettera. Io vi invito, comunque,
a leggerla senza pregiudizi. I pregiudizi non sono mai stati buoni
consiglieri, e ancora meno in un momento dove la crisi economica
li rinforza, alimentando l'intoleranza, il nazionalismo,
l'oscurantismo, e perfino la violenza.
Con questa lettera aperta vorrei esporvi un punto di vista
diverso di quello che vi e` stato raccontato al riguardo
della Grecia a partire dal 2010 fino ad oggi.
E ci tengo sopratutto ad esporre con franchezza i
progetti e gli obietivi del mio partito SYRIZA,
che dopo il 26 gennaio potrebbe essere
chiamato a formare il governo greco.
Nel 2010, lo Stato greco ha cessato di essere
nella condizione di ripagare il suo debito.
Sfortunatamente, i dirigenti europei hanno deciso di fare
credere che questo problema si potesse superare
attraverso la concessione del piu`
grande prestito mai consentito ad uno stato, alla
condizione che si sarebbero applicate certe
politiche di riforme finanziarie strutturali.
Sebbene queste, con certezza matematica,
non potessero che diminuire le
entrate nazionali destinate al ripagamento
dei nuovi e vecchi prestiti.
Un problema di fallimento e` stato allora trattato come se
fosse un problema di liquidita`. In altri termini,
l'attitudine adottata era quella del cattivo banchiere
che, invece di riconoscere
che il prestito accordato con la societa` in fallimento e`
insostenibile, gli concede dei prestiti supplementari,
con la pretesa che i vecchi
debiti vengano comunque pagati, prolungando
cosi il fallimento perpetuamente.
Si trattava pero` di una questione di buon senso il vedere che
l'applicazione della dottrina "extend and pretend"
[prolungare le scadenze e fare finta che tutto e` come prima]
al mio paese lo avrebbe gettato in una tragedia. Che invece di
stabilizzare la Grecia, l'applicazione di questo dogma
avrebbe installato una crisi auto-alimentantesi
che avrebbe minato le fondamenta dell'Unione Europea.
Il nostro partito, e me stesso, ci siamo opposti all'accordo
di prestito del maggio 2010, non perche` la Germania e i nostri
altri partner non ci avessero dato abbastanza soldi, ma
perche` ce ne avevano dati molti di piu` di quanto ne avessimo
bisogno e ne potessimo accettare. Dei soldi che tra l'altro
non potevano ne` aiutare il popolo greco, visto che sparivano
immediatamente nel pozzo senza fondo del debito, ne` arrestare
il suo appesantimento continuo, obbligando i nostri partner a
prolungare questo fardello indefinitamente alle spalle dei citadini.
E questa innegabile verita` era nota al governo tedesco, pero`
rimase inespressa.
Di fatto, gia` dal 2011, trascorso meno di un anno,
le nostre previsioni si sono verificate. La concatenazione
dei nuovi prestiti e le riduzioni drastiche della spesa
pubblica non solo non sono risusciti a mantenere sotto controllo
il debito, ma hanno anche punito i citadini piu`' deboli,
trasformandoli da persone ordinarie con un lavoro ed
un tetto in disoccupati senza casa che hanno perso tutto,
incluso la loro dignita`.
L'ingente perdita di entrate ha portato al fallimento di migliaia
di imprese, aumentando il potere oligopolistico di quelle
che sono sopravissute. Di conseguenza, i prezzi diminuivano di meno
che le entrate, mentre i debiti, sia pubblici che privati
non cessavano di appesantirsi. In questo contesto, dove
il deficit di speranza ha sorpassato tutti gli altri deficit,
"l'uovo di serpente" del fascismo
non ci ha messo molto a schiudersi
e i neo-nazisti hanno cominciato a pattugliare i quartieri
seminando l'odio e la violenza.
Malgrado la manifesta disfatta, la logica di "extend and pretend"
continua ad applicarsi sistematicamente ancora oggi. Il secondo
accordo di prestito del 2012 ha aggiunto un carico supplementare
sulle spalle indebolite dello stato greco, riducendo i fondi di
pensione, dando un nuovo slancio alla recessione, finanziando
anche una nuova cleptocrazia con i soldi dei nostri partner.
Gli osservatori hanno parlato recentemente a proposito
del mio paese di stabilita`
e anche di crescita per "provare" che
le politiche applicate sono state efficaci.
Questa "realta`" virtuale non regge ad alcuna analisi seria.
L'aumento recente del 0,7% del PIL reale (ovvero
corretto dalla deflazione)
non segna la fine della recessione
ma la sua continuazione, visto che e` stato realizzato in un periodo
di inflazione del -1,8% (ossia deflazione), che significa che il PIL
nominale (calcolato in euro) ha continuato a scendere.
Semplicemente dimisnuisce
di meno che la media dei prezzi, mentre i debiti aumentano.
Questo misero tentativo di assemblare una
nuova versione delle "statistiche greche",
per dimostrare che l'applicazione della politica della troika in
Grecia e` efficace, e` oltragioso per tutti gli europei che
hanno il diritto di conoscere la verita'.
E la verita` e` che il debito pubblico greco non puo` essere
onorato mentre l'economia delle persone e` sottoposta
ad un continuo affogamento fiscale.
Inoltre, perseverare in queste politiche misantrope nel
rifiuto di riconoscere una semplice questione di aritmetica,
costa quotidianamete al contribuente tedesco,
e al tempo stesso condanna una orgogliosa nazione europea all'assenza di dignita'.
E l'aspetto peggiore e` che i greci si ritorcono contro i tedeschi, i tedeschi
contro i greci, e l'idea di una Europa unita e democratica
viene danneggiata profondamente.
La Germania, e in particolare il contribuente tedesco
che lavora duramente, non ha niente da temere da un governo SYRIZA.
Al contrario. Il nostro obiettivo non e` entrare in conflitto con
i nostri partner. Il nostro obiettivo non e` ottenere dei
prestiti supplementari o carta biancha per nuovi deficit.
Il nostro obiettivo e` la stabilita` economica, dei bilanci primari
equilibrati e, ovviamente, l'interruzione delle emorragie
fiscali operate sui contribuenti da quattro anni
per un accordo di prestito inadeguato tanto per la Grecia
quanto per la Germania. Noi esigeremo la fine dell'applicazione
del dogma "extend and pretend" non contro il popolo tedesco
ma a beneficio di tutti.
Io so, cari lettori, che dietro le domande di una
"stretta applicazione degli accordi" si nasconde la paura
che "i greci, se li si lasciasse,
potrebbero continuare a fare come hanno fatto
fino ad adesso". Io comprendo questa inquietudine.
Pero` vorrei mettere in chiaro che non e` stato
il mio partito SYRIZA ad ereggere
questo sistema di corruzione, arrichimento
personale e favoritismi, ma invece
quel partito che insiste
nel rispetto degli accordi ed il proseguimento
del programma di riforme; chiaramente solo
quando i suoi privilegi non venivano toccati.
Questo e` stato il caso negli ultimi
quattro anni di governo Samaras.
Noi abbiamo dichiarato guerra a questo
sistema cleptocratico con il fine di promuovere
delle riforme radicali ad un levello di funzionamiento
dello stato, stabilendo la trasparenza nell'amministrazione
pubblica, la meritocrazia, la giustizia fiscale,
la lotta contro il riciclaggio di denaro. Sono queste riforme
che sottomettiamo all'approvazione dei nostri citadini alle
prossime elezioni.
Il nostro obietivo e` la messa in atto di un nuovo patto
per l'insieme della zona Euro che permettera` tanto ai greci
come all'insieme dei popoli europei di respirare, di
liberare la produttivita`, di vivere con dignita`.
Con la ripristinazione di un peso sulle spalle sostenibile
e una via fuori dalla recessione.
Attraverso il finanziamento pubblico della crescita,
invece dell'austerita` condannata al fallimento,
che non fa che reciclare la recessione.
Rinforzando la coessione sociale, la solidarieta` e la democrazia.
Il 25 di gennaio in Grecia sorge una nuova opportunita` per
l'Europa. Non lasciamo che venga persa.